Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo, Joseph Kent, si è dimesso a seguito degli attacchi di Trump all'Iran, e la sua lettera al Presidente è devastante:
“Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana.”
Gli fa eco il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaudi, portavoce del Sultanato il quale rivela che sul tavolo c’era un accordo aderente alle richieste di Trump, ma lui ha scelto la guerra. Badr ha detto senza mezzi termini che la guerra USA -Israele contro l’Iran è “immorale e illegale”che non è la guerra dell’America, che non c’era uno scenario realistico per vincere, e che l’obbiettivo di rovesciare il regime iraniano avrebbe portato solo ad una guerra infinita, quel tipo di colflitto che Trump aveva promesso di evitare?
Si scopre che anche il consigliere britannico per la sicurezza nazionale ha preso parte ai colloqui, e anch’egli attesta che:
A) non c’era alcuna minaccia imminente da parte dell’Iran.
B) Trump avrebbe potuto ottenere un accordo sorprendentemente buono se si fosse attenuto alla diplomazia.
Ma la citazione più schiacciante viene attribuita ad un diplomatico presente alle trattative di cui ancora non esce il nome:
“Consideravamo Witkoff e Kushner come risorse israeliane che hanno trascinato un presidente in una guerra da cui vuole uscire.”
Steven Witkoff, imprenditore, funzionario e diplomatico, è l’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente per le missioni di pace.
Jared Kushner, genero di Trump, è l’ideatore del progetto che dovrebbe trasformare la striscia di Gaza in una “miniera immobiliare”; ha gestito gli accordi di Abramo, ovvero l’intesa tra Israele e le monarchie del Golfo con l’emarginazione dell’Iran e dei palestinesi; è fondatore della società finanziaria Affinity Partners, il cui maggior azionista è il Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia Saudita che gli ha appena consegnato due miliardi di dollari. Kushner, sta lavorando alla raccolta 5 miliardi.
Appare chiaro che i negoziati non avevano lo scopo di arrivare ad un accordo, ma solo di distrarre e creare una falsa narrazione secondo cui la guerra sarebbe stata lanciata “dopo aver esaurito ogni tentativo con la diplomazia”.
Il noto miliardario degli Emirati Arabi Uniti, Khalaf Ahmad Al Habtoor, ha appena pubblicato una lettera aperta a Trump, chiara e brutale:
"Chi ti ha dato l'autorità di trascinare la nostra regione in una guerra con l'Iran? Chi ti ha dato il permesso di trasformare la nostra regione in un campo di battaglia?"
Al Habtoor è una figura di spicco nel Golfo: miliardario, ex diplomatico, voce politica schietta. Quando parla, la leadership degli Emirati Arabi Uniti lo ascolta.
Pete Hegseth, Segretario della difesa USA (o segretario della Guerra, come ed preferisce Trump) dice:
"La guerra in Iran è protetta da Dio".
Papa Leone XIV controbatte : "Non implicate il nome di Dio nelle scelte di morte. Dio non può essere arruolato nelle tenebre."
Lo scontro diplomatico è durissimo: la Svezia dichiara coraggiosamente che Israele deve essere isolato ed espulso dalle istituzioni internazionali come l'ONU e l'UE a causa dell'escalation della crisi di Gaza e delle annessioni della Cisgiordania! I leader svedesi definiscono "catastrofici" la violenza negli insediamenti, i divieti imposti alle ONG e i blocchi degli aiuti, sollecitando
il congelamento degli scambi commerciali e sanzioni per
i ministri estremisti.
A Stoccolma infuriano le proteste, il primo ministro Kristersson chiede all'UE di intervenire ora, in aiuto all'indignazione globale. È questo il punto di svolta per la posizione di Israele?
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