JD Vance, vice presidente degli Stati Uniti sotto Trump, ieri, 26 marzo 2026, ha buttato lì una perla durante una riunione di gabinetto: “L’Iran intendeva utilizzare giubbotti esplosivi nucleari per uccidere decine di migliaia di persone. Ecco perché dovevamo attaccare.”
Già, “giubbotti nucleari”. Roba da film di fantascienza, perché una bomba atomica vera non si miniaturizza in un giubbotto da suicida – al massimo un dirty bomb sporco di radioattività, ma non massacra “decine di migliaia” di persone in un supermercato.
È propaganda pura, per tenere viva la guerra USA-Israele contro l’Iran iniziata a febbraio.
Non è la prima volta che Washington tira fuori mostri inesistenti per giustificare invasioni. Si potrà mai dimenticare Colin Powell quando nel 2003, al Consiglio di Sicurezza ONU, agitava una fialetta di “antrace” giurando che Saddam aveva armi di distruzione di massa?
Ecco una foto di quel momento:
Tutto falso, solo una bugia che ha aperto le porte all’invasione dell’Iraq, centinaia di migliaia di morti, caos infinito. Powell stesso l’ha chiamato poi “una macchia” sulla sua carriera.
E c’è il Giappone, 1945, quando la guerra era praticamente finita, i giapponesi erano in ginocchio, l’Unione Sovietica stava entrando in gioco. Eppure gli USA sganciarono due bombe atomiche: Hiroshima il 6 agosto, Nagasaki il 9.
Ecco la nube a fungo su Hiroshima
Decine di migliaia di innocenti carbonizzati in un lampo con la scusa di porre un termine veloce alla guerra”. O per mostrare i muscoli.
Oggi il mondo non crede a più queste storie: quando l’America dice “minaccia nucleare imminente”, di solito è solo la scusa per un’altra orrenda avventura.
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