sabato 7 marzo 2026

IL FUTURO ORWELLIANO E LA STRATEGIA DI TRUMP







«Gli esseri umani non compiono mai il male in modo così completo e allegro come quando lo fanno per convinzione religiosa.» diceva Blaise Pascal. 



Mai stato vero come oggi. 

Un gruppo di leader evangelici si è riunito nello Studio Ovale per pregare con Donald Trump. Durante l’incontro, i pastori hanno invocato saggezza e protezione divina per il Presidente così duramente messo alla prova nella guida del Paese in un  momento di forti tensioni.

Posizionati in semicerchio, hanno teso e posato le mani sulle spalle di un Trump apparentemente raccolto in meditazione, seduto a testa alla  Resolute Desk, l’imponente scrivania dello Studio Ovale, stanza ufficiale del presidente degli Stati Uniti d'America al primo piano della Casa Bianca, sulla Pennsylvania Avenue, a Washington.


Tra le figure religiose presenti alla preghiera c’era anche Greg Laurie, il pastore principale della Harvest Christian Fellowship, una delle chiese più grandi degli Stati Uniti, con sede a Riverside, in California.


L’incontro è stato organizzato da Paula White Cain, consulente spirituale di Trump e pastore evangelico della Casa Bianca. È anche un'imprenditrice che ha fatto della religione il mezzo per ottenere ricchezza e visibilità. Dallo scorso 31 ottobre è entrata ufficialmente a far parte dello staff della Casa Bianca, incaricata del coordinamento della Faith and Opportunity Initiative, il dipartimento che si occupa di iniziative benefiche tramite la collaborazione con istituzioni religiose.




La Resolute Desk, attorno alla quale si è svolto il rito di preghiera, è un’imponente 

scrivania in legno di quercia, oggetto d'antiquariato risalente al XIX secolo e donata nel 1880 al presidente americano Rutherford B. Hayes dalla regina Vittoria.  Il nome del prezioso pezzo, “Resolute”, è sintomatico : significa risoluto, deciso, determinato, fermo nella propria volontà o intenzione.



La comunità evangelica rappresenta la base elettorale di Donald Trump. 


Gli evangelici credono nei valori famigliari tradizionali , condannano i vizi come il gioco d’azzardo, la promiscuità sessuale e la scorrettezza finanziaria.


Ma, allora, che cosa hanno in comune un movimento religioso al limite del fanatismo e un miliardario pluridivorziato, su cui pendono accuse di molestie, primo presidente nella storia americana ad entrare alla Casa Bianca da 'felon', criminale condannato?


Una delle spiegazioni più credibili del sostegno a Trump da parte degli evangelici è che, nonostante il suo stile di vita, e perché unica alternativa (impensabile votare una donna), erano certi che avrebbe dato loro il controllo della Corte Suprema e l’inversione del diritto d’aborto. Come poi 

 poi accaduto con l’elezione di Amy Conte Barrett alla Corte Suprema e la sentenza Dobbs contro Jackson Women's Health Organization che ha annullato il diritto costituzionale all'aborto. 


«Il 14 giugno del 1946, Dio guardò dall’alto in basso verso il paradiso da lui progettato, e disse: ‘Ho bisogno di un custode’. Quindi Dio ci diede Trump»

Inizia con queste parole il video che introduce l’arrivo di Trump ad ogni comizio elettorale.



DISTOPIA TEOCRATICA. 

In politica si crea spesso una "distopia teocratica" in cui lo Stato usa la fede per ottenere ciò che Orwell e Huxley hanno descritto: una popolazione troppo terrorizzata per ribellarsi o troppo condizionata per volerlo fare.


La distopia teocratica è una forma di narrazione oppressiva in cui una società immaginaria è governata da un regime totalitario che impone i propri dogmi religiosi attraverso la legge, il terrore e il controllo assoluto sulla vita pubblica e privata. In questo scenario, il potere religioso e quello politico coincidono, creando una dittatura che spesso giustifica la violenza e la soppressione delle libertà fondamentali in nome di una presunta volontà divina.

È questa la realtà in cui vive l'Iran, Paese dove la "paura”, (punizione fisica secondo Orwell) e la seduzione, (il conforto di una narrazione divina secondo Huxley) lavorano insieme.


L'Iran è governato da teocrati fanatici che credono devotamente nel loro Dio, mentre l'America ha un uomo nello Studio Ovale circondato da adulatori nazionalisti cristiani che lo trattano come tale. Mente lui se ne frega di tutti quanti. Li comanda e li usa a propria necessità e piacimento. 



 

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