giovedì 1 gennaio 2026

MIAMI: APPLAUSI A NETANYAHU IN SINAGOGA

 



Il primo ministro israeliano Netanyahu ha ricevuto un “benvenuto da eroe” in una sinagoga di Miami, in Florida. Al suo arrivo,
 la folla ha applaudito calorosamente. 

Se i criminali di guerra vengono celebrati nei luoghi di culto, significa che il mondo ha raggiunto un punto in cui la verità non si scopre più, ma si gestisce.




Il mondo vede queste immagini, vede i bambini morti o mutilati e la distruzione di Gaza. È un fallimento di volontà e di coerenza morale. Il potere senza responsabilità corrode tutto ciò che tocca, e qui la corrosione è visibile, disumana, urlante.


L'opinione pubblica è plasmata da algoritmi, indignazione selettiva e narrazioni costruite.

Le società non sono più informate,  sono guidate, spinte e condizionate.

Ciò a cui assistiamo oggi non è ignoranza, ma distrazione organizzata, un sistema che sostituisce il pensiero con la ripetizione e l'emozione con l'obbedienza.

Quando l'informazione diventa uno strumento di controllo, il silenzio diventa complicità.

E in un mondo del genere, mettere in discussione non è più ribellione, è responsabilità.

Come possiamo riprenderci dai danni arrecati alla nostra compassione e razionalità umana dalla propaganda mediatica velenosa?


Dalla possessione demoniaca al determinismo biologico di Lombroso fino ai moderni modelli multifattoriali, la panoramica storica delle teorie criminologiche offre una progressione ordinata, ma anch’essa può diventare una sofisticata distrazione. Questi quadri teorici, spostano l'attenzione dalla causa principale della criminalità diffusa: la deliberata concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di un'oligarchia, sostenuta per millenni da ingannevoli narrazioni religiose e politiche.


L'accumulo abnorme di ricchezze da parte di una piccola élite – giustificato da false "linee di sangue reali", "diritto divino" o varianti moderne come il "popolo eletto da Dio" – crea le disperate condizioni materiali che alimentano la criminalità. Povertà, esclusione e disperazione non sono semplici "influenze ambientali" o sfortunati sottoprodotti, sono conseguenze indotte da un sistema che accumula risorse e sopprime il potenziale umano. Quando i bisogni primari non vengono soddisfatti mentre altri vivono nello sperpero, gli imperativi di sopravvivenza prevalgono sui vincoli morali. È la disperazione, non la possessione demoniaca o i tratti atavici, a trasformare le persone comuni in "criminali".


La vera supremazia religiosa, correttamente intesa, esige il riconoscimento della scintilla divina ("Dio interiore") in ogni essere umano e, insieme, l'applicazione dei principi evangelici del Buon Samaritano: compassione attiva, aiuto e sostegno ai più deboli in difficoltà . Eppure, la religione organizzata viene da sempre usata dai potenti per legittimare la disuguaglianza, benedire la ricchezza accumulata e predicare l'accettazione passiva della sofferenza. Questa oligarchia politico-religiosa millenaria è la vera causa, l'artefice della privazione che produce criminalità, dalla più sottile al terrorismo. 

La causa di molte incontrollate ribellioni è proprio la concentrazione esagerata della ricchezza. Una vera prevenzione non richiede interventi dedicati a singoli individui, ma una radicale ridistribuzione.

Solo smantellando strutture oligarchiche sarà possibile ristabilire principi di cura reciproca e abbondanza condivisa; solo così le condizioni disperate che creano criminali saranno superate. Fino ad allora, tutte le altre teorie resteranno comode vie di fuga dal confronto con il vero colpevole: l'avidità istituzionalizzata mascherata da ordine divino o naturale.

venerdì 26 dicembre 2025

L’ESPANSIONE DI ISRAELE IN CISGIORDANIA: RIVENDICAZIONI GIURIDICAMENTE INFONDATE.

 




La decisione del governo israeliano di istituire 19 nuovi insediamenti di coloni in Giudea e Samaria, è stata criticata da quattordici Paesi: «Noi, Stati di Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Islanda, Irlanda, Giappone, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Regno Unito, condanniamo l’approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata». 


Israele respinge fermamente la stroncatura sostenendo che i governi stranieri non possono limitare il diritto degli ebrei a vivere nella Terra Santa e che qualsiasi richiesta del genere è moralmente sbagliata e discriminatoria nei loro confronti. Il nuovo assetto, inoltre, aiuterebbe Israele ad affrontare le minacce alla sua sicurezza .

Tutti gli insediamenti-sostengono gli israeliani- «si trovano nell'Area C e sono situati su terreni statali. Israele agisce in conformità con il diritto internazionale. L'incorporazione della Dichiarazione Balfour del 1917 nel Mandato fu concordata esplicitamente alla Conferenza di Sanremo del 1920. Secondo il Mandato, il diritto del popolo ebraico a stabilire la propria patria nazionale si estende all'intero territorio della "Palestina Mandataria". Questi diritti furono preservati dall'articolo 80 della Carta delle Nazioni Unite. Nella dichiarazione sopra menzionata, è estremamente sorprendente il palese silenzio degli stati stranieri in merito alle costruzioni illegali dell'Autorità Nazionale Palestinese nell'Area C.”


Questa affermazione falsifica la realtà, tenta di legittimare l'espansione degli insediamenti attraverso una storia selettiva e rivendicazioni giuridicamente infondate, in aperta contraddizione con le risoluzioni vincolanti delle Nazioni Unite e con i principi consolidati del diritto internazionale.


Il trasferimento della popolazione civile di una potenza occupante in un territorio occupato è esplicitamente vietato dall'articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, di cui Israele è parte. Tale Divieto, peraltro, ripetutamente ribadito dalle Nazioni Unite.


Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nella risoluzione 446 (1979), ha stabilito che gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, compresa la Cisgiordania, non hanno validità legale e costituiscono un grave ostacolo alla pace.

Questa posizione è stata ribadita nella risoluzione 465 (1980), che invita Israele a smantellare gli insediamenti esistenti e a cessare completamente le attività di insediamento.

In modo più inequivocabile, la risoluzione 2334 (2016) ha ribadito che gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e ha chiesto l'immediata cessazione di tutte le attività di insediamento.

Le affermazioni secondo cui questi insediamenti sarebbero legittimi perché situati nell'"Area C" o su cosiddetti "territori statali" sono giuridicamente irrilevanti. Lo status di occupazione si applica all'intera Cisgiordania, indipendentemente dalle divisioni amministrative interne create da accordi provvisori. È stato anche confermato dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) nel suo Parere Consultivo del 2004 sulle conseguenze giuridiche della costruzione di un muro nei Territori Palestinesi Occupati: la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, rimane territorio occupato e gli insediamenti violano il diritto internazionale.

Invocare la Dichiarazione Balfour, il Mandato della Società delle Nazioni o l'articolo 80 della Carta delle Nazioni Unite non prevale sull'ordinamento giuridico internazionale post-1945, né annulla il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, un diritto ripetutamente affermato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, anche nella risoluzione 3236 (1974).


Paragonare le critiche all'espansione degli insediamenti alla discriminazione contro gli ebrei è un deliberato travisamento. L'obiezione sollevata dalla comunità internazionale riguarda le politiche statali che violano il diritto internazionale, non i diritti o la sicurezza del popolo ebraico. Strumentalizzare l'antisemitismo per mascherare comportamenti illeciti mina gli sforzi reali, giusti per combattere l'odio e il razzismo.


Infine, il silenzio della dichiarazione in merito alle conseguenze umanitarie dell'occupazione, tra cui punizioni collettive, ingenti perdite di civili e uccisioni di bambini, è in netto contrasto con gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani, come hanno più volte sottolineato 

gli organismi delle Nazioni Unite.


Il diritto internazionale non è facoltativo, né soggetto a interpretazioni selettive. Una pace giusta e duratura non può essere costruita sull'occupazione permanente, sull'espansione degli insediamenti e sull'impunità, ma solo sul rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite, sulla responsabilità per le violazioni e sul riconoscimento dei diritti fondamentali del popolo palestinese.

mercoledì 17 dicembre 2025

ISLAM, ISLAMISMO, IMMIGRATI: LA CONFUSIONE CHE DIFFONDE ODIO.

 


Un’inchiesta di Mada Masr denuncia che dall'inizio della guerra a Gaza i prezzi delle materie prime hanno raggiunto livelli molto elevati, causando la fame a milioni di persone. Nel caos e sotto l'occhio vigile dell'occupazione, una rete di imprenditori ha accumulato profitti superiori al miliardo di dollari introducendo clandestinamente merci nella Striscia con il pretesto di aiuti umanitari.

Segno che i mascalzoni non hanno connotazioni specifiche legate alla  religione, alle scelte o alle varie adesioni politiche. La delinquenza non ha colore, non ha Credo, non ha Patria o confini. Si esercita a livello universale, non è patrimonio di un singolo popolo, di un’etnia o di un gruppo. Dare la colpa del terrorismo a un'intera fede è politica pigra, se non malafede, schifoso esercizio. 


Così come quello del 7 ottobre non è un attacco terroristico "islamista", ma semplicemente un attacco!! Altrimenti dovremmo considerare l'occupazione degli Stati Uniti in Giappone come un assalto cristiano allo Shintoismo o al Buddismo.


L'estremismo, il terrorismo non hanno religione e il senso di colpa collettivo non risolve nulla.  Manca piuttosto un'azione antiterrorismo seria, che sarebbe lunga, difficile, noiosa. Servono: intelligence, indagini mirate, sorveglianza legale, fiducia nella comunità e procedimenti giudiziari. 


Il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), degli Stati Uniti d’America, nato dopo gli attentati dell’11 settembre 2011,

considera il terrorismo come parte di un panorama più ampio, non come un permesso per diffamare milioni di persone pacifiche come "la minaccia più grande".


Le agenzie del governo federale confermano che i musulmani rappresentano l'1% del terrorismo interno negli Stati Uniti, mentre il 75-80% è attribuito a uomini bianchi (fonti: DHS, FBI).

Eppure, il 24 novembre 2025,Trump ha firmato un decreto esecutivo per arrivare a classificare alcune sedi della Fratellanza Musulmana come “organizzazioni terroristiche straniere” e “terroristi globali designati”. 


In Italia, il Viminale voleva espellere Mohamed Shahin, l’Imam di Torino, per una frase, la stessa che circola ampiamente suoi social e in mezzo mondo, nei cortei, nei programmi televisivi, detta e ridetta da politici, commentatori, intellettuali:

“quello che è successo il 7 ottobre 2023 non è una violazione, è la conseguenza di anni d’occupazione e di guerre”. 


Quando i leader confondono "Islam" con "islamismo" e "immigrati", non stanno proteggendo gli ebrei. Stanno innescando un circolo vizioso in cui i crimini d'odio aumentano, la fiducia cala e gli estremisti ottengono esattamente ciò che vogliono: comunità isolate e arrabbiate.


giovedì 27 novembre 2025

Haaretz.: OSTAGGI LEGATI E TORTURATI




L'esercito israeliano tortura gli ostaggi e i rapiti palestinesi versando loro addosso acqua bollente mentre sono legati e bendati, oltre a percosse, attacchi di cani e aggressioni sessuali.


Almeno 94 ostaggi palestinesi sono stati uccisi sotto tortura dal 7 ottobre 2023.


Circa 9.000 ostaggi e rapiti palestinesi sono tenuti in condizioni insopportabili e infernali, senza che nessuno senta la loro sofferenza.


Fonte: @tamerqdh - Haaretz.



domenica 23 novembre 2025

UCRAINA: IL PIANO DI PACE DI TRUMP È UN BENESTARE ALL'INVASIONE DI PUTIN




Donald ha passato il limite e lo ha fatto con una delle dichiarazioni più inverosimili, ingiuste e farabutte di sempre presentando il suo cosiddetto "Piano di pace" tra Russia e Ucraina: “Penso che l'Ucraina dovrebbe affrettarsi ad accettare il piano di pace, quest'inverno sarà freddo. Zelensky dovrà approvare il piano americano.  Se non gli piace, può continuare a combattere. Se non lo accetta, il sostegno degli Stati Uniti verrà negato. Penso che la pace tra Ucraina e Russia arriverà presto". 

Trump sta forse ricattando l'Ucraina con la minaccia di un impietoso inverno? Sembrerebbe proprio di sì, dal momento che questa, più che una proposta di pace, parrebbe  una dichiarazione di guerra dell'amministrazione Trump all'Ucraina. 
L'Europa non dovrebbe permettere queste minacce mascherate da Piano di pace. 
Il piano prevede la cessione alla Russia
dell'intero territorio del Donbas (Donetsk e Luhansk), comprese le parti non ancora conquistate. La Crimea verrebbe riconosciuta russa nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia con il nuovo confine collocato sull'attuale linea del fronte. La Russia otterrebbe anche l'eliminazione graduale di tutte le sanzioni economiche approvate in questi anni, rientrerebbe nei circuiti economici e tornerebbe ad essere invitata agli incontri del G8. Il piano prevede inoltre una serie di future collaborazioni economiche tra USA e Russia che  diverrebbero partener nell'ambito delle intelligenze artificiali e dei cosiddetti metalli rari, con progetti condivisi di estrazioni nell 'Artico



Zelenskyj ha commentato:" Stiamo affrontando uno dei periodi più pericolosi della storia ucraina, una scelta tra perdere la nostra dignità e libertà e perdere il sostegno degli Stati Uniti. Scegliamo la dignità. La mia risposta è il mio giuramento. Non ho tradito l'Ucraina nel febbraio 2022 e non la tradirò nemmeno adesso"

Trump minaccia e ricatta letteralmente il popolo ucraino.  La sua presidenza  sarà una vergogna per l'America.

Perché, é proprio dall'America che arrivano le prime  reazioni:"Questo é un pessimo accordo, é un regalo a Putin ed é chiaramente ciò che l'aggressore vuole. Chiede all' Ucraina di fare enormi concessioni senza migliorare  la sua sicurezza, quella dei nostri alleati o di noi americani." é stato il drastico commento del  Senatore del'Arizona Mark Kelly
 
La condanna pressoché unanime si scatena sui social, con forza, e senza scuse.
"Vaffanculo, idiota-scrive un veterano- . Sei una vergogna per gli Stati Uniti. Sei una vergogna per mio padre e i miei zii che hanno combatguto nella Seconda Guerra Mondiale per salvare il mondo dall’autocrazia."

Nessun Paese dovrebbe mai più fidarsi degli Stati Uniti. Mai più, insiste qualcuno. Non c'è coerenza nella logica statunitense perché é corrotta." Qui un qualunque schifoso può diventare presidente"

domenica 16 novembre 2025

TRUMP CONTRO TUTTI PUR DI NON PUBBLICARE I FILE EPSTEIN

 


Tutto. È pronto a tutto, Donald Trump, pur di evitare la pubblicazione dei file Epstein. Ha persino scaricato una delle sue più importanti, potenti, e fedeli sostenitrici. Marjorie Taylor Greene, politica e imprenditrice, membro repubblicano della Camera dei rappresentanti per lo Stato della Georgia dal 2021, nonché esponente di punta del movimento Maga (Make America Great Again).
 

Trump sentenzia:” Ritiro il mio sostegno alla deputata Marjoire Taylor Greene del grande Stato della Georgia poiché nelle ultime settimane tutto ciò che vedo fare a Marjoire la “matta” è lamentarsi. lamentarsi, lamentarsi”.

Motivo dello sfogo? Donald Trump sta lottando con le unghie e con i denti per impedire la pubblicazione dei documenti su Epstein.

Se la prende con Marjorie perché la deputata, in questa decisione, non lo sostiene affatto. Ma, alla fine, Trump se la prende un po’ con tutti.

Al punto che da più parti si dice sia arrivato il tempo che l'America gli si rivolti contro.

Come ha appena fatto lei, Marjorie, con una replica su X che lascia senza fiato:

“Il presidente Trump mi ha appena attaccato e ha mentito su di me. Non l'ho chiamato affatto, ma ho inviato” alcuni messaggi. “A quanto pare è questo che lo ha mandato oltre il limite. I fascicoli di Epstein.

E naturalmente mi sta dando la caccia con tutte le sue forze per fare da esempio e spaventare tutti gli altri repubblicani prima del voto della prossima settimana per la pubblicazione dei documenti. È davvero sorprendente quanto duramente stia lottando per impedire che vengano resi pubblici i documenti su Epstein e il fatto che sia arrivato a questo livello. 

Ma in realtà la maggior parte degli americani vorrebbe che combattesse così duramente per aiutare gli uomini e le donne dimenticati d’America che sono stufi delle guerre straniere e delle cause straniere, stanno andando in rovina cercando di nutrire le loro famiglie e stanno perdendo la speranza di realizzare mai il sogno americano.

Questo è ciò per cui ho votato.

Ho sostenuto il presidente Trump con troppo del mio prezioso tempo, con troppi soldi miei e ho lottato più duramente per lui, anche quando quasi tutti gli altri repubblicani gli hanno voltato le spalle e lo hanno denunciato.

Ma non adoro né servo Donald Trump.

Adoro Dio, Gesù è il mio salvatore e servo il mio distretto GA14 e il popolo americano. 

Rimango lo stesso oggi come lo sono sempre stato e continuerò a pregare che questa amministrazione abbia successo perché il popolo americano merita disperatamente ciò per cui ha votato.

Per me, rimango America First e America Only!!”


Cara Marjorie, i sostenitori di Trump come te hanno votato per un’illusione, 

un mito, che non è mai stato quello che affermava di essere. Non è che Trump sia cambiato. Il fatto è che la maschera è caduta e ciò che nascondeva ora è esposto, noto all’intero mondo. E bastava davvero poca acutezza per vedere ciò che in tanti avevano già chiaramente visto nel 2016.

mercoledì 12 novembre 2025

SAFARI UMANI A SARAJEVO: FUOCO A PAGAMENTO SUI CIVILI A PAGAMENTO

 

La Procura di Milano indaga sui cosiddetti "safari della morte", presunti viaggi intrapresi da italiani per uccidere i civili durante l'assedio di Sarajevo. 

Nel mirino degli inquirenti vi sarebbero diversi milionari di estrema destra che avrebbero  pagato la parte serbo-bosniaca per poter partecipare alle sparatorie contro i civili durante l'assedio di Sarajevo.


Cittadini comuni, vicini a circoli di estrema destra e appassionati di armi, che usufruivano del servizio come un safari umano.  Secondo la denuncia, partivano in volo da Trieste a Belgrado con la compagnia serba Aviogenex, che all'epoca operava dall'aeroporto italiano. Dalle informazioni trapelate, si parla di un imprenditore milanese proprietario di una clinica estetica privata, e altri cittadini di Torino e Trieste.


Orribile se fosse vero :  “safari umani, viaggi di guerra retribuiti per sparare ai cittadini in transito lungo percorsi a rischio.

La denuncia che parte dallo scrittore Ezio Gavazzeni, 

riguarda italiani soliti recarsi in Bosnia al puro scopo di  trasformarsi in cecchini del fine settimana.


L’inchiesta della Procura di Milano parte dal caso raccapricciante della famigerata via dei cecchini. Il luogo tragico è Sarajevo, città assediata dal 1992 al 1996 dalle milizie serbo-bosniache durante la guerra in Bosnia. Dalle colline, soldati o improvvisati tali, sparavano ai passanti che non avevano altra possibilità se non passare per quella strada: esporsi loro malgrado, con l’alta  probabilità si essere abbattuti. Non c’era altra scelta. Secondo valutazioni di quegli anni, più di 11.000 civili sarebbero stati così barbaramente soppressi  per mano dei cecchini. 

L’indagine, verte sul presunto reato di omicidio volontario con l'aggravante della crudeltà e dei motivi abbietti. Secondo la tesi accusatoria, alcuni italiani erano soliti trascorre il fine settimana a Sarajevo per il

solo piacere di poter uccidere, a pagamento, civili che cercavano una strada sicura verso la salvezza. 


La denuncia, documentata in 17 pagine, resa nota dallo scrittore- giornalista Ezio Gavazzeni, sostenuto dall’ex magistrato Guido Salvini e dall'ex sindaco di Sarajevo Benjamina Karic, ha raccolto informazioni su racconti di cui si parla da anni e che si è concretizzata nel 2023 in “Sarajevo Safari”, un documentario dello sloveno Miran Zupanic. Questo film, raccoglieva testimonianze e dava indizi sulla possibilità che i milionari stranieri pagassero per viaggiare nella città bosniaca per poter sparare loro stessi a degli esseri umani.


La procura bosniaca aveva già archiviato un'indagine per la difficoltà di indagare sul caso, in un paese ancora molto diviso e lacerato dalla guerra.

Per i tribunali locali si tratterebbe “una leggenda metropolitana".

 "Parliamo di gente con soldi, con reputazione, uomini d'affari, che durante l'assedio di Sarajevo pagavano per poter uccidere civili disarmati. Uscivano da Trieste per una caccia all'uomo e poi tornavano e continuavano con la loro vita di sempre, rispettabile agli occhi di tutti"?