"Affermare che non si deve criticare il Presidente, o che si debba stare dalla sua parte, nel bene o nel male, non è solo antipatriottico e servile, ma è moralmente un tradimento nei confronti del pubblico americano" diceva Theodore Roosevelt.
Ma Trump, forse, nemmeno conosce il nome dei Presidenti che hanno servito e onorato gli Stati Uniti d’America.
Al giornalista che gli chiede: “Cosa pensa del fatto che Bondi dica di voler combattere l'incitamento all'odio? Molti suoi alleati sostengono che l'incitamento all'odio sia libertà di parola”,
Trump risponde: “Probabilmente se la prenderanno con persone come te, mi tratti ingiustamente, hai odio nel cuore”.
È così convinto che le critiche nei suoi confronti e del suo modo di gestione del potere siano ingiuste da aver intentato una causa per diffamazione da 15 miliardi di dollari (13,8 miliardi di euro) contro il New York e di quattro suoi giornalisti. Trump accusa il giornale di “diffondere contenuti falsi e diffamatori” su di lui, la sua famiglia e le sue aziende.
Le cause legali rappresentano per Trump una tattica intimidatoria. Perciò gli organi di stampa non dovrebbero optare per accordi transattivi.
La protervia di Trump esplode ancor più impressionante nello scambio verbale con il giornalista australiano
-Reporter: “Un presidente dovrebbe impegnarsi in un'attività imprenditoriale così attiva?
-Trump: Da dove vieni?
-Reporter: Dall'Australia.
Trump: Stai facendo un sacco di danni all'Australia in questo momento. Lo dirò al tuo leader. Stai zitto.
Qualcuno lo ha definito "debole e disgustoso", Un’etichetta che ben si adatta allo schema: la spacconeria di Trump maschera l'insicurezza, evitando il dibattito. In linea con la sua storia di attacchi alla stampa, che definisce "nemica del popolo", liquidando questioni difficili come "fake news". Una retorica che mina la libertà di parola e le norme democratiche, mirando a controllare le narrazioni piuttosto che a confrontarsi con esse.
Questo comportamento non è solo scandaloso, è una mossa calcolata per erodere la fiducia in istituzioni come la stampa, quando chiedono conto ai leader del loro operato. Minacciando una nazione attraverso un singolo giornalista, Trump fa capire che nessuno, individuo o Paese, è al sicuro dalla sua ira qualora egli si senta sfidato. Questa non è forza, è fragilità mascherata da dominio.
Nei giorni scorsi La Procuratrice generale USA Pam Bondi, ha scritto su X: "C'è la libertà di parola ('free speech') e poi c'è il discorso d'odio ('hate speech'). Vi prenderemo sicuramente di mira, vi daremo la caccia, se state prendendo di mira qualcuno con discorsi d'odio."
Ribandendo, poi, riferendosi all’uccisione Charlie Kirk, l’attivista di destra alleato di Donald Trump e "star" del movimento Maga tra i giovani: «I discorsi di odio che oltrepassano il limite e diventano minaccia di violenza non sono protetti dal primo emendamento. È un reato. Per troppo tempo abbiamo visto la sinistra radicale normalizzare le minacce, incitare all'assassinio e incitare alla violenza politica. Quell'era è finita»
Kirk è stato raggiunto da un proiettile mentre parlava agli studenti del campo della Utah Valley University.
Residente con la famiglia in Arizona, aveva 31 anni. Era una delle giovani figure di destra più influenti del Paese, stretto alleato del presidente Trump, tanto che alla cerimonia di insediamento del tycoon era tra gli ospiti d'onore. Ha pubblicamente promosso cause conservatrici sulla teoria critica della razza, promosso il negazionismo sul cambiamento climatico, diffuso disinformazione sul Covid.
Considerava un “grande errore” il Civil Rights Act del 1964, la legge federale che ha aperto la strada alla fine della segregazione razziale negli Stati Uniti nei luoghi pubblici e di lavoro e garantito il diritto di esercitare il voto. Diceva che “Martir Luther King era terribile. Non era una brava persona”.
Tra le tante discutibili affermazioni di Kirk alcune hanno suscitato più clamore di altre . Eccone alcune:
-«L’aborto va vietato»
-«Michelle Obama, donna nera, ha un cervello più piccolo di una qualsiasi donna bianca»
-«Il prezzo che paghiamo per la libertà di possedere armi è che qualcuno talvolta sarà ucciso»
-«Un uomo che si identifica come trans sta indossando una maschera da donna esattamente come io potrei vestire una maschera da nero. E sta facendo qualcosa di malvagio, non importa che nella sua testa lui pensi di star facendo una cosa buona: anche i nazisti lo pensavano»
-«Quando vedo un pilota nero su un aereo mi chiedo se è qualificato»
—«Importare milioni di musulmani è un suicidio per la nostra civiltà. L’Europa deve fermarsi o morirà. L’islam non è compatibile con la civiltà occidentale»
-«Dovrebbe essere legale bruciare una bandiera arcobaleno o di “Black Lives Matter” in pubblico»
-«Le condanne a morte dovrebbero essere pubbliche, veloci, trasmesse in televisione»



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