Per la prima volta dall'invasione in Ucraina, un paese membro della NATO è stato direttamente attaccato dalla Russia. Nella notte, numerosi droni russi hanno varcato lo spazio aereo della Polonia dove hanno trovato, pronte ad agire, le difese aeree polacche e della NATO
I droni, si parla di una decina, sono stati abbattuti.
Mark Rutter (@SecGenNATO) sta valutando la situazione
in costante contatto con la Polonia e gli altri alleati. “Non abbiamo registrato vittime. La ricerca dei resti dei droni abbattuti è in corso, ma già stiamo riaprendo gli aeroporti”, ha detto il primo ministro polacco Donald Tusk nel corso della riunione di emergenza del governo a Varsavia.
L'attacco -ha aggiunto- è "molto probabilmente una provocazione su larga scala".
LE REAZIONI
Voldymyr Zelensky su Telegram: “Mosca mette sempre alla prova i limiti del possibile e, se non incontra una forte reazione, passa a un nuovo livello di escalation. Oggi c’è stato un altro passo di escalation: gli shahed’ russo-iraniani hanno operato nello spazio aereo della Polonia, nello spazio aereo della Nato. Non un solo ‘shahed’, ma almeno 8 droni d’attacco diretti verso la Polonia. Un precedente estremamente pericoloso per l’Europa. Se ci saranno ulteriori passi dipenderà completamente dalla coordinazione e dalla forza delle azioni di risposta. I russi devono sentire le conseguenze”,
Marko Mihkelson, Presidente della Commissione Affari Esteri del parlamento estone:
“La Russia sta mettendo alla prova la NATO con un passo che rasenta l'aggressione. Abbattere i droni è stata la decisione giusta dei nostri alleati polacchi.
Ma cosa verrà dopo? Abbiamo bisogno di consultazioni tra gli alleati per garantire di agire rapidamente e con chiarezza.
Il passo successivo migliore è rafforzare le difese aeree dell'Ucraina con l'aiuto di una coalizione di volenterosi, per poi passare alla pianificazione pratica di una NO-FLY zone su almeno una parte dell'Ucraina”.
Kestutis Budrys, ministro degli Esteri lituano: “Le ripetute, sconsiderate violazioni dello spazio aereo della Nato da parte della Russia rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza delle persone e delle infrastrutture critiche. La difesa aerea lungo la frontiera della Nato deve essere rafforzata senza indugio. L’Alleanza deve rispondere dimostrando le proprie capacità, non solo con preoccupazioni. La situazione è chiara: finché a Putin sarà permesso di continuare a combattere la sua guerra sanguinosa contro l’Ucraina, nessun paese, nemmeno all’interno della Nato, potrà essere al sicuro


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