venerdì 25 marzo 2022

IN UCRAINA LE STESSE TATTICHE DEL MANUALE RUSSO IN SIRIA

Attacchi contro gli obiettivi civili, interi quartieri ridotti in macerie, il bombardamento delle vie di uscita per i  rifugiati: questo era la brutale campagna di #Mosca in #Siria

L'orrore dell'attacco ad un ospedale di maternità nella città ucraina di Mariupol ha disorientato il mondo. Ma non era la prima volta che le bombe russe cadevano sulle donne che davano alla luce un bambino.




Mentre i bombardamenti russi radono al suolo le città ucraine -uccidendo, ferendo e terrorizzando migliaia di civili- si fanno confronti con la seconda guerra mondiale, dimenticando tragedie assai più recenti. Le tattiche, sono le stesse adottate dai  soldati russi durante la guerra civile in Siria, alla quale Mosca ha aderito nel 2015 per sostenere il presidente Bashar al-Assad.


In Siria, la Russia ha aiutato Assad a riprendersi il Paese, finito, in gran parte, nelle mani dei ribelli. Nel contempo, intere città sono state distrutte e, presumibilmente, secondo il monitoraggio civile Airwars, 24.743 civili sono stati uccisi dagli attacchi russi.




Dal sobborgo di Damasco di Ghouta, alla grande realtà culturale ed economica di Aleppo, le bombe russe hanno colpito ospedali, scuole, mercati e decine di persone in coda per un pezzo di pane. E quando la Russia e l'esercito siriano permettevano vie di uscita, queste venivano bombardate a danno dei civili che fuggivano.


Alcuni osservatori predissero che Putin non avrebbe importato in Ucraina la stessa 

tattica messa in atto in Siria,  perché tra ucraini e russi esistono legami stretti, famigliari e di amicizia. Gli abitanti di Mariupol hanno  parenti, amici, compagni di classe ed ex colleghi in Russia, mentre i siriani sono vittime lontane ed anonime.


Sbagliavano. Perché gli obiettivi sono stati gli stessi: ospedali, scuole, mercati, teatri, code per il pane. Le truppe russe hanno permesso fughe e poi attaccato i civili sulle strade.


TAGLIARE LE AREE RIBELLI


Le forze siriane  e russe hanno assediato le città della Siria così come adesso i russi assediano le città dell’Ucraina. Lo scopo è identico: ridurre alla fame i civili e tenerli in ostaggio fino alla sottomissione. 


SIRIA.


L’ esempio più noto è l'assedio di Aleppo del 2016, quando i ribelli siriani sono stati prima tagliati fuori dalle linee di rifornimento e poi schiacciati, strada dopo strada, per più di sei mesi, sotto  bombardamenti indiscriminati





UCRAINA


Stessa cosa sta accadendo a Mariupol, dove le forze russe si avvicinano a quelle  ucraine intrappolandole tra il fronte e il mare. Mentre i combattimenti infuriano, ai civili viene impedito di fuggire, le infrastrutture civili vengono bombardate, e la vita diventa un azzardo quotidiano.


Le forze russe hanno tentato lo stesso approccio sulla capitale, Kiev, e sulla città orientale di Charkiv, ma finora le forze ucraine sono state in grado di mantenere aperte le linee di rifornimento.



INFRASTRUTTURE CIVILI


Sia in Siria che in Ucraina, la Russia ha ridotto a bersagli militari strutture che rappresentano il cuore civile delle comunità; luoghi in cui la gente comune va ad usufruire di cure mediche, istruzione, cibo ed altre primarie necessità.


Prendere deliberatamente di mira i civili è illegale ai sensi del diritto internazionale, ma può anche essere efficace. Diffonde terrore, indebolisce la volontà dei combattenti e distrugge la comunità alla quale ci si affida per un sostegno pratico e morale.


Durante la battaglia di Aleppo, per otto mesi, gli ospedali sono stati ripetutamente colpiti durante i bombardamenti russi. Mentre dall'inizio di questa nuova guerra, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato almeno 43 attacchi all'assistenza sanitaria in Ucraina, con almeno 12 morti. Innumerevoli altri pazienti hanno dovuto interrompere le cure sanitarie, compresi i bambini che, intrappolati a Chernihiv in un reparto di oncologia, sono rimasti anche senza  antidolorifici.



LE SCUOLE


Dal 2015, le forze russe e governative siriane hanno compiuto 204 attacchi nei luoghi frequentati dai civili. Anche le scuole sono state attaccate; in Siria i bambini sono stati uccisi mentre studiavano. 

In Ucraina, a causa delle bombe, le scuole si sono svuotate. Eppure, a Mariupol, un missile ha colpito una scuola d'arte che ospitava 400 persone.

E anche quando non vi siano morti, danneggiando o distruggendo le scuole, si strappa il cuore di una comunità e, quindi, anche il suo futuro. Nella sola Kharkiv orientale, 48 istituti scolastici sono stati distrutti. A livello nazionale, ne sono stati colpiti centinaia.




I SERVIZI


Acqua, gas e forniture elettriche sono stati colpiti in Siria. In Ucraina, una centrale elettrica nell'est è stata attaccata ancora prima che la Russia lanciasse la sua piena invasione, e le forniture di servizi sono state interrotte in tutto il paese.  Condizione devastante nel rigore dell’inverno ucraino.


USO DIFFUSO DI ARMI INDISCRIMINATE 


In Ucraina, le forze russe hanno dispiegato armi indiscriminate prendendo di mira aree residenziali di città e villaggi, riducendo interi insediamenti in macerie.


La più grande devastazione ha avuto luogo nei distretti di Mariupol, con incendi estesi e  bombardamenti. Ma altre città sono state attaccate nello stesso modo, tra cui Volnovakha orientale e Schastia, prese di mira all'inizio della guerra. I residenti dicono che il 90% di Volnavakha è raso al suolo o danneggiato.


Il bilancio delle vittime civili di simili attacchi è alto. I corpi dei morti non possono essere sepolti perché i residenti sopravvissuti devono rimanere al riparo in scantinati ghiacciati, privi di acqua e cibo, con la sola speranza di un'evacuazione ripetutamente delusa.


Ancora una volta gli echi della Siria sono chiari - con video di rovine ucraine che ricordano filmati da Aleppo. 

In Siria, le forze russe avrebbero usato "bombe a vuoto" le stesse che verrebbero impiegate ora in Ucraina. Si tratta di armi termobariche che aspirano ossigeno dall’aria circostante per generare un'esplosione ad alta temperatura. Creano una fortissima onda di pressione che dilania gli organi interni di chi si trova nelle vicinanze. 


La Russia ha anche usato altre armi indiscriminate in entrambi i paesi, come le bombe a grappolo, ordigni che disperdono o rilasciano munizioni più piccole su un'ampia area, aumentando il potenziale numero di vittime e  di danni.


L’uso di bombe a grappolo viene denunciato 567 volte in Siria, con almeno 2.000 civili uccisi. 

Gli stessi ordigni vengono ora ampiamente utilizzati in Ucraina, da Kharkiv nel nord-est a Mykolaiv nel sud.





«Quello che la Russia ha fatto in Siria è indescrivibile; attacchi intensivi che hanno distrutto intere aree. »ha detto Fadel Abdul Ghany, capo della Rete siriana per i diritti umani. 

Nell'assedio del 2018 del sobborgo ribelle di Ghouta «almeno 12 aerei erano impegnati nel bombardamento di una zona civile, con altri 12 che si alzavano per un rapido  cambio»


La Russia ha inoltre usato le sue guerre per sviluppare tattiche e testare nuove armi. Il ministro della difesa russo si vantava di testare più di 300 nuovi tipi di armi in Siria; in Ucraina hanno detto di aver usato per la prima volta un missile ipersonico


Una quarta parte del "playbook" è quella relativa  ai corridoi umanitari. Sia in Siria che in Ucraina, la Russia si è detta pronta ad offrire vie di fuga dalle aree sotto assedio o sotto i bombardamenti intensi, per poi, all'ultimo minuto, negare  la possibilità di un passaggio sicuro per i civili in aree al di là del conflitto.


La vista di autobus in fila per una missione di soccorso, costretti all’attesa sotto un  bombardamento ininterrotto, è diventata familiare in Siria come adesso in Ucraina.


Anche in questo caso, vittima eccellente è Mariupol. Dopo settimane di attacchi e false speranze, decine di migliaia di persone sono fuggite in convogli di auto private creati ad hoc. Chi era sprovvisto di auto è stato costretto a camminare per diverse miglia, o a rimanere nella città in rovina.

I corridoi umanitari non sono riusciti ad assicurare un passaggio sicuro a tutti cittadini ucraini


In Siria, la Russia ha spesso annunciato i corridoi senza coordinarsi con organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite. I corridoi venivano aperti per un tempo troppo breve per essere utili e impraticabili. Spesso portavano i civili in aree sotto il controllo delle forze militari da cui si nascondevano.


Almeno sette volte la Russia e i suoi alleati sono stati accusati, in Siria, di aver ucciso o ferito civili sparando a convogli umanitari, compresi quelli che trasportavano cibo, causando la morte di almeno 44 persone. (dati di Airwars)


L'apertura dei corridoi, inoltre, può anche presagire un attacco intensificato.  La Russia -in particolare- sostiene che dopo aver dato questa possibilità per la partenza, chiunque resti in zona è un "terrorista" e come tale, un legittimo obiettivo militare. 

Un modello, questo, che l’analista siriano Kyle Orton, ha stigmatizzato come «il più infame»sperimentato ad Aleppo.


DISINFORMAZIONE


Un altro marchio di fabbrica del "Manuale della Siria" è la negazione costante e la disinformazione delle vittime civili e dei crimini di guerra. Ad oggi, la Russia non ha ancora ammesso di aver ucciso un solo civile in Siria. Non ha nemmeno alcun meccanismo noto per misurare l'impatto civile delle sue azioni.


Da quando ha invaso l'Ucraina, la sua macchina propagandistica interna ha oltrepassato i limiti, vietando anche di chiamare “guerra”questa ingiustificata l'invasione. Il termine importo dal Cremlino è quello di «operazione speciale.»

Putin sostiene che i suoi soldati stanno combattendo per "denazificare" un paese. Un paradosso se si considera che presidente ucraino è un ebreo.


A livello internazionale, la Russia ha tentato di negare alcune delle sue peggiori atrocità in Ucraina. Nemmeno la donna incinta uccisa a Mariupol è stata lasciata morire con dignità. 

L’ ambasciata russa a Londra ha affermato che le immagini dei suoi ultimi momenti d’agonia erano "finte".




Altra similitudine è quella con gli attacchi nei confronti del gruppo di soccorso civile  Caschi Bianchi, ogggetto delle campagne di disinformazione più aggressive e di successo della Russia. I volontari, che pur hanno guadagnato fama mondiale per le riprese dei salvataggi effettuati sotto i bombardamenti, sono stati accusati di aver finto la carneficina che il 21enne Casco Bianco, Khaleed Khateeb, ha documentato girando tutti i tragici avvenimenti ad Aleppo.


Ebbene, il portavoce capo del ministero della difesa russo, Maj Gen Igor Konashenkov, ha affermato, senza prove, che le forze ucraine stavano progettando di fare "video in scena" di finte morti civili, in campagne "basate sugli schemi utilizzati dai Caschi Bianchi".


Sara Kayyali, ricercatrice siriana presso Human Rights Watch, ha detto che nel corso di diversi anni la campagna in Siria è riuscita a gettare dubbi su qualsiasi accusa di danni civili.



LE ARMI CHIMICHE. 


Un ulteriore passo che la Russia potrebbe fare in Ucraina è quello dell’uso di armi chimiche. In Siria non fu Putin, ma l’alleato Assad a schierarle illegalmente contro i civili. E più volte. 

La Siria ha negato questi attacchi ed ha ribaltato l’accusa nei confronti dei ribelli, ma l'organismo non allineato che sovrintende alle armi chimiche, ha confermato che il regime siriano ha usato agenti chimici, tra cui il gas nervino sarin.



I leader occidentali hanno avvertito che la Russia potrebbe pianificare un attacco simile in Ucraina. Lo Stato russo ha già utilizzato un agente nervino e un veleno radioattivo sul suolo britannico.


La falsa accusa che Mosca rivolge all'Ucraina sul possesso di armi biologiche e chimiche è un "chiaro segno" che un disperato Vladimir Putin sta considerando di farne uso egli stesso, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Putin ha anche aggiunto una velata minaccia nucleare.,


Il mondo occidentale ha fatto un passo indietro rispetto a queste guerre, decidendo di non intervenire nonostante, in entrambi i casi, i civili siano stati intrappolati, affamati e bombardati. 


venerdì 4 marzo 2022

SEI MODI PER AIUTARE L'UCRAINA A SOPRAVVIVERE ALL'INVASIONE RUSSA.

L'Ucraina ha mostrato notevole determinazione, resilienza e capacità militare nel difendersi contro gli attacchi non provocati e massicci della Russia.
Al contrario, le forze russe hanno agito male, con fallimenti nella pianificazione, nell'esecuzione e nella logistica. Hanno subito perdite di equipaggiamento e di personale maggiori del previsto e si sono impantanati in quella che chiaramente pensavano sarebbe stata una guerra di pochi giorni.

Nonostante i primi successi dell'Ucraina, tuttavia, non vi è alcuna garanzia che questa situazione rimanga così. La Russia sta raggruppando le sue forze e sta portando nuove unità russe (e, forse, bielorusse). Le sta ammassando intorno alle principali città e si sta preparando ad assedi importanti, in particolare della capitale, Kiev. La Russia si sta preparando a usare missili, energia aerea e bombardamenti per tentare di sottomettere la città e le sue difese. Ha già causato oltre 2.000 morti civili, ma i prossimi attacchi provocheranno maggiori disastri.

Il presidente Biden ha tracciato una linea chiara : gli Stati Uniti non si impegneranno in una lotta diretta contro la Russia per aiutare l'Ucraina, ma forniranno ingenti quantità di attrezzature per consentire al Paese di difendersi. L'importo totale impegnato raggiunge ora 1 miliardo di dollari

Ciononostante, l'assistenza militare degli Stati Uniti finora fornita è inadeguata alla portata della sfida che l'Ucraina deve affrontare. Servono più aiuti, forniti molto più rapidamente, per aiutare l'Ucraina a sopravvivere nell'immediatezza della prossima settimana.

SEI IDEE SPECIFICHE DA METTERE IN ATTO ENTRO LE PROSSIME 24 ORE

Garantire un flusso completo di informazioni in tempo reale dell'intelligence USA all'Ucraina sulle capacità, le posizioni e le intenzioni militari russe. I rischi legali che tale condivisione può implicare per gli Stati Uniti quale un belligerante devono essere superati immediatamente, per esempio, incorporando pienamente gli ufficiali ucraini nel nostro trattamento di intelligence in modo che possano riferire direttamente, piuttosto che posizionare gli Stati Uniti come "condivisore."
L'assistenza degli Stati Uniti include già i missili terra-aria Stinger, per la difesa aerea a bassa quota, ma dovrebbe includere anche sistemi per una capacità di media e alta quota. Le forze di terra ucraine possono tenere testa alle forze di terra russe, ma non si deve permettere alla Russia di ottenere la superiorità aerea sull'Ucraina.
Sostenere il trasferimento in Ucraina da parte degli alleati della NATO di velivoli di fabbricazione sovietica MiG-29, con finanziamenti necessari da parte dell'Unione europea. Questi alleati sono disposti a condividere l'equipaggiamento, gli ucraini sanno già come usarlo e hanno disperatamente bisogno della capacità di aria aggiuntiva.

Fornire aerei US A-10 da attacco al suolo in Ucraina come articoli di difesa in eccesso. Grazie ai precedenti programmi di scambio militare, l'Ucraina ha già un piccolo numero di piloti addestrati a pilotare l'A-10. Se sono necessari pezzi di ricambio e manutenzione, utilizzare una parte del finanziamento di 1 miliardo di dollari per consentire all'Ucraina di assumere appaltatori privati, piuttosto che coinvolgere direttamente il personale statunitense.
Lavorare con altri alleati della NATO per stabilire un corridoio sicuro per trasportare in modo sicuro e rapido i rifornimenti militari dal territorio polacco in Ucraina, dove l'esercito ucraino può prenderne possesso. Non ci sono forze russe in quest'area, quindi non vi sarebbero ostilità.
Come azione umanitaria, mettere in atto una no-fly zone per la protezione della popolazione civile contro i bombardamenti aerei russi. La zona di esclusione dovrebbe coprire Kiev e l'Ucraina occidentale - ma non estendersi più a est per evitare di avvicinarsi ai confini russi. La no-fly zone richiederebbe una comunicazione per chiarire che essa serve solo a scopi umanitari, e che nessun aereo o droni degli Stati Uniti o della NATO verrebbero impiegati in ostilità contro le forze di terra russe, tranne che per autodifesa.

La Russia ha già lanciato una guerra di aggressione non provocata contro l'Ucraina. Frustrato dai suoi fallimenti iniziali, Vladimir Putin sta ora per scatenare nuove atrocità sul popolo ucraino. Eppure il popolo ucraino rimane determinato e preparato a combattere per il proprio paese.

Non dobbiamo aspettare che le immagini di altre vittime civili inondino gli schermi televisivi prima di decidere ulteriori azioni. Il popolo ucraino merita un sostegno urgente. Aiutare l'Ucraina a sopravvivere per la prossima settimana darà alle sanzioni più tempo all'intelligence e ai leader aziendali per comprendere i danni che Vladimir Putin sta facendo alla loro patria.

CEPA
Philip Breedlove è il generale in pensione della United States Air Force. È stato comandante supremo alleato della NATO dal 2013 al 2016. Durante i 39 anni di servizio, è stato anche comandante del Comando Europeo degli Stati Uniti; comandante delle Forze Aeree Europee degli Stati Uniti e delle Forze Aeree Africane; vice capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare; assistente capo di Stato Maggiore per le Operazioni Aeree, i Piani e i Requisiti.

L'ambasciatore Kurt Volker è Distinguished Fellow presso il Center for European Policy Analysis. Esperto di politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, è stato rappresentante speciale degli Stati Uniti per i negoziati sull'Ucraina dal 2017 al 2019 e ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO dal 2008 al 2009.

mercoledì 2 marzo 2022

Con l’invasione dell’Ucraina la Russia ha violato le leggi internazionali

Il presidente Vladimir Putin sostiene che l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite gli da il diritto ad invadere l'Ucraina. Ma gli esperti dicono che non è così.

Secondo Robert Goldman, dell’ American University, Washington College of Law, dichiarando guerra all'Ucraina, la Russia ha invece violato l'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, che garantisce, tra l'altro, che tutti i membri dell'Organizzazione si astengano nelle relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato.


Il secondo articolo della Carta delle Nazioni Unite è un principio fondamentale che regola il quadro giuridico internazionale creato dagli Alleati dopo la sconfitta del fascismo. Si basa sul principio dell'uguaglianza sovrana degli Stati: nessun paese può attaccare un altro, come aveva fatto Hitler con l'invasione della Polonia all’ inizio della seconda guerra mondiale.

L'aggressione sotto forma di attacco armato, invasione e sequestro del territorio di uno Stato sovrano è contraria ai principi dell'ordine internazionale.
Dunque, dopo il crollo dell'URSS, l'Ucraina ha tutto il diritto di decidere il suo futuro: se vuole far parte dell'Unione europea, della NATO, o rimanere neutrale.
Se a Putin non piace, c'è il dialogo. Oppure ci saranno gravi conseguenze e lui diventerà un emarginato.

Anche l’ipotesi che la Federazione russa intervenga nella situazione dell'Ucraina orientale, riconoscendo le repubbliche indipendenti del Donbass, concludendo con loro un trattato di protezione reciproca, non permette a Putin di usare l’articolo 51  della Carta delle Nazioni

Con l'eccezione del Cremlino, e forse qualche altro paese, nessuno prende sul serio questa spiegazione. La Russia è un aggressore, non agisce per autodifesa, perché l'Ucraina non ha attaccato la Russia.

Anche John B. Bellinger III, esperto di relazioni estere, non ritiene legittima la tesi secondo la quale la Russia starebbe proteggendo territori secessionisti, la cui indipendenza Mosca ha riconosciuto rapidamente la scorsa settimana. Queste repubbliche non sono membri delle Nazioni Unite, non sono nemmeno Stati. Il diritto all'autodifesa collettiva ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite consente a uno Stato membro delle Nazioni Unite di proteggere un secondo Stato che è anche membro delle Nazioni Unite. In questo modo, vediamo che i diplomatici russi stanno cercando di travisare l'uso illegale della forza in Ucraina utilizzando le leggi internazionali. Putin ha anche detto che l'Ucraina stava commettendo un atto di genocidio contro la popolazione di lingua russa dei due territori.

Ma pare improbabile. Il genocidio è un tentativo deliberato delle autorità di distruggere un gruppo di persone. Ci possono essere stati disaccordi tra il governo ucraino e il popolo di lingua russa in queste regioni, ma non ci sono prove che l'Ucraina abbia cercato di distruggere i cittadini. E anche in questo caso, la Carta delle Nazioni Unite non dice nulla sull'intervento di un altro Paese per prevenire il genocidio. Alcuni esperti di diritto internazionale avevano sostenuto che un articolo in proposito avrebbe dovuto essere adottato, ma non è stato fatto. Così, questa teoria di Putin di presunta autodifesa per prevenire il genocidio, non ha una base giuridica nel diritto internazionale.
Il “tintinnar di sciabole” della Russia, questo sì, è allarmante. La minaccia dell'uso di armi nucleari potrebbe costituire una  violazione dell'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite. Nessuno minaccia la sicurezza della Russia e nessuno usa la forza contro di essa. Le sue minacce sono assurde e fonte di preoccupazione ai sensi del diritto internazionale.

Per Nico Krisch, Professore dell'Istituto di Relazioni Internazionali di Ginevra, 
l’articolo della 51 della Carta delle Nazioni Unite ha un effetto molto limitato.

È piuttosto una valvola di sicurezza in un grande sistema governato da meccanismi di certezza collettiva, rappresentato, secondo l'articolo 7, dal Consiglio di Sicurezza. Pertanto, l'articolo 51, di fatto, concede il diritto all'autodifesa solo in casi molto limitati. Fondamentalmente, quando un attacco ad un paese ha già avuto luogo o sta per avvenire.

Ma non vi è alcuna minaccia da parte della NATO nei confronti della Russia.

Un dibattito su quella che potrebbe essere considerata una "minaccia incombente"si è già svolto in passato.
È il caso, ad esempio, dei soldati che stanno per attraversare il confine, un attacco che sta per avvenire. Ma il sospetto di Putin, che sia la NATO una minaccia per alla Russia, non può giustificare un'azione militare. Il concetto divenne chiaro nei primi anni 2000, quando gli Stati Uniti tentarono di affermare il diritto all'autodifesa preventiva. La comunità internazionale allora si oppose energicamente, ritenendo pericolosa una tale interpretazione della minaccia. Anche la Russia era tra i Paesi che si opposero. E Il concetto di minaccia rimane quindi invariato.

martedì 1 marzo 2022

CEDU ordina alla Russia il cessate il fuoco su obbiettivi civili ucraini

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ordinato alla Russia la cessazione dei bombardamenti su obiettivi civili in Ucraina.


La CEDU ritiene che  rappresentino una minaccia reale e costante di gravi violazioni dei diritti convenzionali della popolazione civile, in particolare ai sensi dell’ art. 2, 3 e 8 della Convenzione sui diritti dell’uomo




Il testo del documento.


"Al fine di prevenire tali violazioni, la Corte, nell'interesse delle parti e nel corretto svolgimento del procedimento, decide di ordinare al governo della Russia di astenersi da attacchi militari contro la popolazione civile e gli oggetti civili, compresi i locali residenziali, veicoli di emergenza e altre strutture civili appositamente protette, come scuole e ospedali, e garantire immediatamente la sicurezza delle strutture mediche, del personale e dei servizi di soccorso all'interno del territorio attaccato o assediato dalle forze russe".

Shoygu: la Russia continuerà l'operazione fino al raggiungimento dei suoi obiettivi

Sergey Shoygu-

La Russia continuerà l'operazione in Ucraina fino al raggiungimento dei suoi obiettivi: "Il Gruppo delle Forze Armate della Federazione Russa continuerà a condurre una speciale operazione militare in #Ucraina fino a quando gli obiettivi fissati non saranno raggiunti".



Il Ministro della Difesa della Federazione Russa, il Generale dell'Esercito Sergey Shoygu, lo ha affermato in una dichiarazione telefonica rilasciata alla TASS.

Obbiettivo: la protezione della Russia dalla minaccia militare Occidentale

"La cosa principale per noi è proteggere la Federazione russa dalla minaccia militare messa in atto dai paesi occidentali che cercano di usare il popolo ucraino nella lotta contro il nostro paese", ha aggiunto.

Il capo del ministero della Difesa ha sostenuto che l'esercito russo non sta occupando il territorio ucraino e prende tutte le misure per preservare la vita e la sicurezza dei civili. «Sottolineo che gli attacchi sono diretti solo ad oggetti militari e armi eccezionalmente precise».

lunedì 28 febbraio 2022

Bombe a grappolo su Charkiv: decine di morti e di feriti. La resitenza in Ucraina si organizza.

L'offensiva russa, lanciata all'alba del 24 febbraio da Vladimir Putin, ora riguarda il nord, l'est e il sud dell'Ucraina.

Riprendono i bombardamenti a Kiev e Charkiv, cade il rublo.

Mentre i colloqui di pace erano in corso al confine con la Biellorussia, Charkiv è stata bombardata a tappeto dalle forze russe.
Decine di persone sono state uccise o ferite.
 

Charkiv - In questa città di circa1.433,886 abitanti, fino a poche ore fa regnava un'atmosfera di veglia armata. Situata a 130 chilometri a ovest di Kiev-la capitale, circondata dalle truppe russe- è un crocevia strategico collegato, per ferrovia e per strada, alle altre città ad ovest del paese, in particolare Leopoli, la principale destinazione per migliaia di rifugiati in fuga dalla guerra.



A #Zhytomyr, 150kilometri da #Kiev, i residenti organizzano la resistenza erigendo barricate.



Due giorni fa le strade di Zhytomyr pullulavano di gente. Migliaia di persone si sono radunate nella piazza centrale per erigere barricate a protezione degli edifici pubblici. In questa mobilitazione senza precedenti, i trattori circolavano mentre gli uomini, pala in mano, riempivano di sabbia solidi sacchi bianchi, poi accumulati davanti agli edifici pubblici. Croci di acciaio saldate insieme fanno da scudo sui viali.



Su uno striscione, appeso sulla facciata del Consiglio Oblast Zhytomyr, svetta la scritta: Gloria per l'Ucraina!

giovedì 24 febbraio 2022

Biden meets with G7, addresses US on response to Russia



US President Joe Biden met with G7 allies Thursday to hammer out a raft of new sanctions against Russia after it invaded Ukraine, and will later speak to the American people on a crisis that he warns will cause “catastrophic loss of life.”

The virtual, closed-door meeting of G7 leaders — Britain, Canada, France, Germany, Italy, Japan and the United States — started at 9:17 am (1417 GMT), a White House official said.

“President Biden and leaders are discussing their joint response to President Putin’s unprovoked and unjustified attack on Ukraine,” the official said.

Before the G7 gathering, Biden first huddled with his National Security Council in the Situation Room, the White House said. His speech to the nation was scheduled for 12:30 pm (1730 GMT).

For weeks, as Russia built up tens of thousands of troops and heavy weapons on Ukraine’s border, Biden has led NATO and other European allies in trying to craft a package of what Washington says are “unprecedented” sanctions as a deterrent.

Now that the deterrent has failed, the effort is likely to see rapid escalation to inflict real pain on Russia’s already shaky economy.

“The United States and its allies and partners will respond in a united and decisive way. The world will hold Russia accountable,” Biden said in his first comments late Wednesday in Washington, after Russian missiles began to rain down on Ukraine.

Biden also held a phone call with his Ukrainian counterpart Volodymyr Zelensky, saying afterwards that he had promised to “provide support and assistance to Ukraine and the Ukrainian people.”

The US president noted that Zelensky had requested him to “call on the leaders of the world to speak out clearly” against Putin’s “flagrant aggression.”

On Tuesday, after Putin first announced he would send troops as “peacekeepers” to two small areas already controlled by Moscow-backed separatists, Western countries swung into action with a first round of sanctions.

The US government joined European allies in imposing sanctions on two Russian banks, Moscow’s sovereign debt, several oligarchs and other measures.

And on Wednesday, as the Russian invasion force became clearly primed to attack, Biden announced he was imposing sanctions on the Nord Stream 2 natural gas pipeline from Russia to Germany — one of energy-rich Moscow’s highest-profile geopolitical projects.

Germany had earlier announced it would block the pipeline from opening for deliveries.

– ‘Cut off’ Russian economy –

Now, US officials are teeing up tougher new sanctions that could include targeting bigger banks, more oligarchs close to Putin and, crucially, a ban on exports to Russia of high-tech equipment and components. It was not clear how many of these measures would be announced Thursday.

Germany’s vice chancellor, Robert Habeck, signalled Thursday there’d be a “strong sanctions package” that will “cut off the Russian economy from industrial progress, will attack and freeze assets and financial holdings, and will dramatically limit access to the European and American markets.”

“No Russian financial institution is safe,” State Department spokesman Ned Price said Wednesday, hours before the invasion was launched.

Some measures also risk serious economic fallout for Western countries and could imperil the global economy recovery after the Covid pandemic. Already stock markets are tumbling and oil prices are soaring over $100 a barrel.

Among the more controversial sanctions would be directly targeting Putin, who is widely reported to have amassed a vast, secret fortune during his two decades running Russia.

Arguably the highest stakes sanction would be cutting Moscow off from the SWIFT international banking network. This would at least for some time disconnect Russia from basic commerce, hugely disrupting the economy, but it would also carry considerable potential aftershocks to the wider, US-led financial system.

Soon after the Russian attacks began, US senators from both parties indicated support for a tough response.

“Tonight, the entire post-World War international order sits on a knife edge. If Putin does not pay a devastating price for this transgression, then our own security will soon be at risk,” Democratic Senator Chris Murphy said.

Republican Senator Mitt Romney warned against “the peril of again looking away from Putin’s tyranny” and urged “the harshest economic penalties” and “expelling them from global institutions.”

AFP