martedì 28 aprile 2026

IRAN COLPISCE 11 BASI USA-TRUMP NASCONDE 5 MILIARDI DI DANNI. BLACKOUT SATELLITARE DI PLANET LABS.

 



L’amministrazione Trump non vuole che gli americani vedano i veri danni che la guerra con l’Iran ha provocato sulle basi militari statunitensi in Medio Oriente.

Secondo un rapporto di NBC News, confermato dall’American Enterprise Institute, l’Iran ha colpito più di 100 obiettivi in 11 basi americane distribuite tra Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Giordania. Il danno strutturale è stimato in modo prudenziale in 5 miliardi di dollari. Una cifra che però non include sistemi radar, armamenti, aerei e apparecchiature rese inservibili, il cui costo reale farebbe salire ulteriormente il conto.

La risposta della Casa Bianca è stata chiedere alle società satellitari di smettere di mostrare le immagini. Planet Labs, la principale compagnia privata che documentava la guerra dall’orbita, ha inviato il 4 aprile una comunicazione ai clienti confermando la richiesta governativa. Quello che era iniziato come un ritardo di 96 ore nelle immagini è diventato un blocco di 14 giorni, trasformandosi infine in un blackout indefinito con effetto retroattivo al 9 marzo.



Prima di questo oscuramento, le foto satellitari mostravano danni evidenti: la distruzione di una grande cupola di comunicazione nella base aerea di Al Udeid in Qatar, due radome danneggiate presso la base della Quinta Flotta a Bahrain, radar THAAD colpiti in Giordania e negli Emirati, oltre a numerose attrezzature di comunicazione messe fuori uso.

Fonti militari parlano anche della perdita di un aereo da sorveglianza E-3 Sentry in Arabia Saudita, di diversi droni MQ-9 Reaper, due petroliere MC-130, elicotteri e almeno un caccia. Un episodio particolarmente significativo è stato l’attacco di un caccia F-5 iraniano su Camp Buehring in Kuwait, la prima volta dopo anni che un aereo nemico ad ala fissa colpiva una base americana.

Il contrasto con le dichiarazioni pubbliche è netto. A marzo il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva detto ai giornalisti che i missili iraniani «non sarebbero arrivati ai loro obiettivi» e che «non c’è quasi nulla che possano fare militarmente». I fatti hanno smentito quella versione.

Oggi anche alcuni legislatori repubblicani si lamentano di non ricevere informazioni chiare. «Nessuno sa niente», ha detto un assistente del Congresso alla NBC, «e non è per mancanza di domande».

A questo si aggiunge l’inchiesta pubblicata la scorsa settimana da The Intercept, secondo cui il Pentagono starebbe sottocontando sistematicamente le vittime americane: 15 militari feriti sarebbero stati silenziosamente rimossi dal conteggio ufficiale, un ufficiale morto in Kuwait non risulta nell’elenco delle vittime, e alcuni marinai feriti nell’incendio sulla USS Gerald R. Ford sono stati del tutto esclusi dalle statistiche.

Cinque miliardi di dollari di danni, 11 basi colpite, decine di mezzi distrutti e un numero di vittime ancora incerto. La risposta dell’amministrazione non è stata quella della trasparenza, ma quella di chiedere alle compagnie satellitari di guardare dall’altra parte.

Nessun commento:

Posta un commento

Se volete lasciate un commento...