“Se Trump non lascerà l’incarico pacificamente, verrà rimosso con la forza. Gli Stati Uniti, Le forze armate hanno una scelta: o sostenere il popolo americano e la costituzione — oppure un regime autoritario fascista che è una copia del Terzo Reich di Hitler.”
L’ultima dichiarazione del Generale Mark Milley, ex capo di Stato maggiore congiunto delle forze armate, ha sollevato il solito scontro tra chi lo condivide e chi lo considera un traditore.
Milley è stato ed è tuttora al centro di varie controversie, in particolare per aver ricordato alle truppe che avevano giurato fedeltà alla Costituzione e non a "un re, una regina, un tiranno o a un aspirante dittatore".
Recentemente, il nuovo segretario alla difesa, Pete Hegseth, ha deciso di revocare l'autorizzazione di sicurezza all'ex capo di stato maggiore congiunto. Significa che a Milley è stato ritirato il permesso di accedere a informazioni riservate e di svolgere attività regolamentate. Il suo grado di pensionamento è sotto revisione, il suo ritratto ufficiale, appena installato al Pentagono, è stato rimosso.
Nel 2020, dopo l’uccisione di George Floyd, Milley declinò l’ordine di Trump che stabiliva l’invio dell’esercito a Minneapolis. Il Presidente non ha mai dimenticato l’affronto.
E oggi, in Minnesota, invece dell’Esercito, è arrivata l’agenzia federale di polizia interna per l'immigrazione, l'ICE, considerata, di fatto, l’esercito privato di Trump.
Minneapolis è diventata l’epicentro della protesta contro questa forza violenta e fortemente anticostituzionale . La città, sottoposta a feroci controlli, rastrellamenti, uccisioni insensate di civili inermi e innocenti, sta scrivendo con l’inchiostro del dolore la storia americana del Make America Great Again. (MAGA. )
Conosciamo i nomi dei due cittadini bianchi uccisi negli ultimi giorni dall'ICE. Quello di Alex Pretti, 37enne infermiere italo-americano, morto sabato scorso, crivellato da decina di proiettili sparati a bruciapelo da uno o più agenti, e quella di Renee Good, la trentasettenne cittadina americana colpita da tre colpi di pistola alla testa la mattina del 7 gennaio.
Ma sono già 9 le persone brutalmente soppresse in questo appena iniziato 2026.
L'ICE ha ucciso anche un uomo di colore di nome Keith Porter, un cambogiano di nome Parady- La e cinque latini di nome Heber Sanchaz Domínguez, Victor Manuel Diaz, Luis Beltran Yanez-Cruz, Luis Gustavo Nunez Caceres e Geraldo Lunas Campos.
Ciò che sta accadendo in Minnesota e la pretesa di sovranità sulla Groenlandia stanno mettendo in seria difficoltà se non in ridicolo l’amministrazione americana.
Il caso Groenlandia ha dimostrato senza ombra di dubbio che ormai, nell’America di Trump, il livello di insulto e insensibilità è nauseante. Pensare che si possa parlare di acquisizione di una nazione come se fosse un pezzo di terra desolata è davvero inquietante. Qualsiasi americano che sostenga questa rapina è un criminale.
La ritirata di Trump a Davos, dimostra altresì che i bulli bluffano alla grande, ma cedono rapidamente sotto la pressione unanime.
L’ ammonimento
del generale Milley, nonostante le polemiche sollevate dal contesto retrogrado del MAGA, è fortemente appoggiato e sentito nell’America democratica, istruita, costituzionale.
Trump se ne andrà, forse e anche pacificamente, se esercito, Congresso e tribunali rimarranno fermi sulla Costituzione. La pressione potrebbe avere la meglio sulla sua prepotenza.

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