L'infermiere Alex Pretti, ucciso giorni fa da un agente dell'ICE durante una manifestazione in Minnesota, aiutava i veterani disabili a rimettersi in piedi, insegnava loro a camminare sugli arti d’acciaio, quando carne ed ossa s’erano smembrate in guerra.
La sua morte, dopo quella della 37enne Renee Good, ha scatenato una rivolta civile che, partita del Minnesota, teatro delle repressioni più violente, si sta estendendo in altri Stati.
Se i tribunali si riempiono di folla, non è più "caos", è un avvertimento.
Dal Minnesota alla Florida, fino a New York, Georgia, South Carolina, Michigan, Montana: città diverse, stesso messaggio.
Perché quando le leggi perdono legittimità,
la gente si riprende le strade e il silenzio non è più un'opzione; puoi ostacolare per un po’ la giustizia, puoi sopprimere le voci, ma non puoi fermare la realtà.
La storia lo dimostra chiaramente: riforma il sistema o il sistema crolla.
Sono tanti gli americani che in questi giorni stanno esercitando i propri diritti garantiti dal Primo Emendamento.
Ecco come si manifesta la democrazia in azione. Migliaia e migliaia di persone in difesa della compassione contro la crudeltà. Mai sottovalutare il potere delle folle che chiedono pacificamente il cambiamento.
Quando anche i cittadini che ammettono : "Ho votato per Trump" iniziano ad urlare contro l’ICE e urlano al sistema: "smettetela di difenderli", non si tratta più di un cambiamento d’ atmosfera, ma di un allarme.
Non discutono più di politica. Reagiscono al rumore dei proiettili e all'odore dell'impunità.
Quanti cadaveri vedremo ancora prima che si smetta di chiamarlo "legge e ordine"?
Trump aveva promesso agli elettori tutto quello che voleva fare, ma qualcuno ha pensato che scherzasse.
Ha detto che avrebbe costruito campi di concentramento, ha detto che non voleva poveri in America perché gravavano sul bilancio, ha detto che avrebbe deportato milioni di migranti. Aveva avvertito, insomma, che cosa avrebbe significato la sua elezione.
Eppure, eccolo ancora lì, ancora e di nuovo alla guida della più grande potenza mondiale che si sgretola sotto i colpi della violenza, sull’orlo di una guerra civile.
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