lunedì 22 giugno 2026

Smotrich: “Gaza è distrutta… e il mondo non ci ha fermati”.

 


Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha rilasciato dichiarazioni esplosive: “Abbiamo combattuto per due anni e mezzo nella Striscia di Gaza, guarda solo quanto è distrutta… e il mondo non ci ha fermato. Per questo credo che dobbiamo occupare tutta Gaza e imporre un regime militare. Gaza deve essere colonizzata perché senza coloni non c’è esercito”.



Le parole di Bezalel Smotrich, pronunciate di recente e rilanciate in un video virale sui social, rappresentano un’ammissione esplicita della logica che lega insediamenti e controllo militare nei territori palestinesi. Il ministro di estrema destra non si limita a chiedere l’occupazione di Gaza, ma sottolinea che senza una presenza di coloni israeliani non è possibile mantenere un’effettiva presa militare sul territorio.



Reazioni ufficiali e sui social. 


In Israele, il leader dell’opposizione Yair Lapid ha definito “delirante” e “fantasiosa” la proposta di Smotrich, accusandolo di vivere scollegato dalla realtà sul campo — in particolare dalla presenza di migliaia di combattenti di Hamas ancora attivi.

Sui social, il video ha generato forte indignazione, soprattutto negli account pro-Palestina. Molti commentatori sottolineano come Smotrich sveli il vero ruolo dei coloni: non semplici civili, ma strumento funzionale all’occupazione militare. Il post ha ottenuto migliaia di visualizzazioni e condivisioni in poche ore, con commenti che lo definiscono “la prova che i coloni sono parte integrante del progetto militare”.

A livello internazionale le reazioni restano limitate, in linea con il “silenzio” che lo stesso Smotrich sembra interpretare come via libera. Nessuna condanna ufficiale di peso è emersa nelle ultime ore, mentre organizzazioni palestinesi e attivisti accusano il ministro di incitare apertamente alla colonizzazione di un territorio sotto assedio.

Queste dichiarazioni arrivano mentre il dibattito sul “giorno dopo” a Gaza rimane bloccato, con Smotrich che continua a premere per una soluzione basata su controllo militare e insediamenti ebrei. Le sue parole, per quanto estreme, riflettono una linea politica che da anni caratterizza l’ala più radicale della coalizione israeliana.

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