giovedì 21 maggio 2026

“BENVENUTI ALL’INFERNO”: BEN-GVIR UMILIA GLI ATTIVISTI DELLA FLOTTILLA E SCATENA BUFERA INTERNAZIONALE

 



18 maggio 2026 — Le forze israeliane intercettano in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche dalle coste di Gaza, tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla (o Freedom Flotilla), una missione umanitaria composta da decine di navi civili con oltre 400 attivisti provenienti da decine di paesi.

L’obiettivo dichiarato della flottiglia era consegnare medicinali e aiuti a Gaza, dove Medici Senza Frontiere denuncia da mesi una privazione sistematica di cibo e acqua.

Gli attivisti — tra cui molti cittadini italiani — vengono prelevati, portati in Israele e detenuti. I video che emergono mostrano uomini e donne legati con fascette di plastica, costretti in ginocchio ad ascoltare l’inno nazionale israeliano.


20 maggio 2026 — Il ministro Itamar Ben-Gvir, esponente di estrema destra, pubblica personalmente un video in cui si presenta tra i detenuti. Si rivolge in particolare a un’attivista donna, la strattona e le dice: «Benvenuti all’inferno. Il campo estivo è finito». Le immagini fanno rapidamente il giro del mondo.



La reazione non si fa attendere. Gideon Sa’ar, ministro degli Esteri israeliano, attacca duramente il collega di governo: «Hai volontariamente causato danno al nostro Stato in questa vergognosa messinscena - e non è la prima volta. Hai vanificato sforzi tremendi compiuti da soldati dell’IDF, personale del Ministero degli Esteri e molti altri. No, tu non sei il volto di Israele».

Anche la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni interviene con parole durissime: «Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta compiendo tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei nostri cittadini e pretende le scuse per il trattamento riservato e per il disprezzo dimostrato verso le richieste italiane». Roma convoca immediatamente l’ambasciatore israeliano.

La domanda scomoda che aleggia ora in molti ambienti internazionali è la stessa che molti attivisti hanno lanciato: se questo è il trattamento riservato a cittadini stranieri, europei e nordamericani, davanti alle telecamere e sotto gli occhi del mondo, cosa accade ai prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, lontano da ogni sguardo?




Dall’epoca del movimento per i diritti civili americani e della lotta contro l’apartheid sudafricana, pochi gesti di disobbedienza civile avevano avuto un impatto comunicativo così potente. Uomini e donne occidentali hanno letteralmente offerto i loro corpi per documentare quella che definiscono «la brutalità di un regime che agisce con impunità».

Da Gaza arrivano messaggi chiari: «Intercettare una nave pacifica nel Mediterraneo è pirateria, non autodifesa. Noi vi stiamo guardando. Non abbandonateci».Per ora gli attivisti vengono rilasciati gradualmente, ma l’episodio ha già incrinato il silenzio complice di molti governi occidentali. Il mondo ha visto. Resta da capire se avrà il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.





21 maggio 2026 — Dopo l’ondata di indignazione internazionale, il governo israeliano inizia a rilasciare gradualmente gli attivisti detenuti. Ma le testimonianze che emergono sono pesanti: detenzione arbitraria, perquisizioni umilianti, mancanza di contatto con i consolati, e in diversi casi trattamenti definiti “disumani e degradanti” da avvocati e osservatori.

Molti attivisti denunciano di essere stati tenuti per ore legati con fascette di plastica talmente strette da tagliare la pelle, senza cibo né acqua, e obbligati ad ascoltare ripetutamente l’inno israeliano come forma di umiliazione psicologica


Commentatori chiave:


-Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale, non solo non si scusa ma continua a postare sui social vantandosi dell’operazione e definendo gli attivisti “terroristi”.

-Gideon Sa’ar, ministro degli Esteri, tenta di contenere il danno diplomatico attaccando proprio Ben-Gvir, segno evidente di una frattura interna al governo Netanyahu.

-Giorgia Meloni, per la prima volta dal 7 ottobre 2023, usa toni così duri contro un membro del governo israeliano, dimostrando che l’aver coinvolto cittadini italiani ha cambiato le carte in tavola.

-Fonti palestinesi e attivisti sostengono che l’obiettivo principale della flottiglia fosse proprio questo: costringere il mondo a guardare. Se Israele tratta così degli stranieri bianchi davanti alle telecamere, dicono, è lecito immaginare cosa succede nei sotterranei delle carceri israeliane e nei campi di detenzione a Gaza, dove non ci sono telecamere né testimoni occidentali.

-Medici Senza Frontiere ha ribadito in queste ore che le autorità israeliane stanno applicando una strategia deliberata di privazione di cibo, acqua e medicinali nella Striscia, definendo il blocco non più una misura di sicurezza ma «un’arma contro un’intera popolazione».

Intanto, sul fronte militare, mentre la tensione con l’Iran resta altissima — siamo al giorno 82 della guerra — le forze israeliane hanno continuato gli attacchi in Libano, uccidendo almeno nove persone e ferendone decine, secondo fonti locali.

I prezzi del petrolio sono calati dopo che Donald Trump ha annunciato la sospensione di un attacco pianificato contro l’Iran, mostrando come la situazione regionale resti estremamente instabile.

La Global Sumud Flotilla ha dimostrato una cosa: anche in un mondo anestetizzato dalle immagini, certi gesti di disobbedienza civile possono ancora spezzare il muro del silenzio. Resta da vedere se questa crepa si allargherà o verrà rapidamente richiusa.

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